Dieci pazienti su cento, dunque, riportano una lesione – più o meno grave – quale conseguenza non voluta di pratiche assistenziali.
Di questi dieci pazienti, sette contraggono un'infezione ospedaliera, che nell’1% dei casi li condurrà direttamente al decesso.
Quindi nel nostro Paese, sui circa 9/10 milioni di ricoveri ospedalieri, sono quasi un milione i pazienti che restano vittima di un errore sanitario ogni anno; tra loro:
6/700 mila pazienti riportano infezioni correlate all’assistenza sanitaria;
6/7 mila pazienti muoiono per cause direttamente riconducibili all’infezione;
3/3,5 mila di questi decessi annui sarebbero astrattamente prevenibili.
Purtroppo, sono solo statistiche in quanto non ci sono dati veramente attendibili sugli errori medico-sanitari.
Queste statistiche, tuttavia, danno conto soltanto dei casi in cui c’è stata una denuncia o una richiesta risarcitoria da parte del paziente o dei suoi congiunti.
Tutte le altre vicende restano nell’ombra, essenzialmente a causa della tradizionale resistenza degli operatori sanitari a segnalare in maniera spontanea gli eventi avversi (molto spesso per timore delle relative ripercussioni) e della mancata denuncia e segnalazione da parte della vittima.
Dunque, il numero effettivo degli errori che si verificano in sanità è di assai ardua identificazione. L’unico dato certo è che gli eventi riportati dalle statistiche sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli effettivamente verificatisi.
Siamo un team di esperti in Malpractice Sanitaria.
Ogni singolo percorso in cui affianchiamo i nostri clienti ha la medesima meta: la tutela dei loro interessi.
Oggi offriamo la possibilità a chi è stata vittima di malasanità di valutare preventivamente e soprattutto gratuitamente la possibilità di ottenere il risarcimento del danno da coloro che l'hanno provocato.